La Legge del più forte
rubrica mensile a cura di Luca Picotti
È stata pubblicata la Relazione concernente l’attività svolta dal Governo in materia di poteri speciali (“Golden power”), riferita all’anno 2025. I dati confermano un trend che vede sia un consistente aumento delle operazioni comunicate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sia un aumento dei casi di esercizio dei poteri speciali, sebbene comunque contenuti rispetto al numero di notifiche, nella forma perlopiù delle prescrizioni, mentre i veti rimangono residuali, in linea con gli anni scorsi.
Nel 2025 sono state comunicate dalle imprese 1.081 operazioni (835 nel 2024): 903 notifiche (660 nel 2024) e 178 pre-notifiche (175 nel 2024). Nel 49% dei casi l’operazione è stata ritenuta non rientrante nel campo di applicabilità della normativa, nel 46% è stato deciso di non esercitare i poteri speciali e infine nel 5% sono stati esercitati i poteri speciali. I casi di esercizio sono stati 46, di cui: 2 opposizioni, 29 operazioni ordinarie sottoposte a condizioni o prescrizioni e 15 piani annuali 5G approvati con prescrizioni. Infine, nell’ambito del reg. UE 2019/452, sono state complessivamente trasmesse, per finalità di cooperazione, 668 operazioni (477 nel 2024). In relazione agli investimenti sul proprio territorio, l’Italia ha trasmesso 87 investimenti nel 2025.
Gli elementi più rilevanti, che meritano di essere evidenziati, sono i seguenti:
i. Record delle comunicazioni alla Presidenza del Consigli dei Ministri, che per la prima volta superano la soglia delle mille, in particolare a causa di un marcato incremento delle notifiche, mentre le pre-notifiche rimangono stabili, ad affiancare, piuttosto che sostituire, la comunicazione completa formale.
ii. Record dei casi di esercizio concreto dei poteri: nonostante si tratti di un numero, 46, estremamente contenuto rispetto alle notifiche, va al contempo notato che ciò integra comunque un aumento dell’utilizzo dello strumento, oltre che una conferma di come lo stesso sia diventato strutturale, ad accompagnare le operazioni più delicate nel sistema paese. In questo senso, la forma in cui più si esprime è quella, appunto, delle prescrizioni. Se di rado vediamo un veto (1 nel 2017, 1 nel 2020, 3 nel 2021, 3 nel 2022, 3 nel 2023, 2 nel 2024, 2 nel 2025), è oggi parimenti difficile vedere una operazione di un certo peso passare senza Golden Power: dalla fusione di Saipem alla vendita di Iveco, dagli asset di Piaggio Aerospace a Mediaworld, da UniCredit-Banco Bpm a Tinexta, passando per tante altre operazioni di dimensioni più modeste su nicchie strategiche, si aggirano ormai sui 20-30 i deal accompagnati da presidi di interesse nazionale tramite prescrizioni (con le quali la governance delle società coinvolte dovrà peraltro convivere). Parallelamente, continuano ad essere accompagnati da prescrizioni anche i piani annuali di acquisti 5G, nell’ordine di circa 10-15 all’anno.
iii. Infine, il terzo elemento degno di nota che emerge dalla Relazione – una costante almeno a partire dal 2020 – è il dato sulle operazioni comunicate ma ritenute non rientranti nell’ambito di applicazione della disciplina (e dunque che non sarebbero dovute essere notificate): 49%, sostanzialmente una su due. Questo a riprova della presenza, ancora oggi, di diverse incertezze legate al testo della norma, nonché alle prassi applicative e relativa flessibilità (anche di carattere tecnico, pensiamo ai dubbi che possono esserci sulla qualifica di un dato asset come rilevante non solo in termini di tecnologie critiche, ma pure di difesa: come lo qualifico io ma soprattutto come lo qualificherà il governo?). Il combinato disposto di incertezze del testo normativo (si pensi alle fattispecie dell’art. 2 co. 2), dinamicità dei settori strategici, ampiezza dei margini interpretativi e pesante sistema sanzionatorio, sia civilistico che amministrativo, continuano a determinare un ampio ricorso alla notifica precauzionale. Il record delle 1.081 comunicazioni è in questo senso emblematico. Lavorare su questo 50% rappresenta, a parere di chi scrive, la priorità principale in relazione a qualsivoglia ambizione di riforma.
Per ritornare alla Relazione, i dati confermano, salvo un lieve discostamento dovuto alla metodologia di calcolo, i numeri elaborati dall’Osservatorio Golden Power in occasione del Golden Power Year in review: 40 casi di esercizio, di cui 2 opposizioni, 24 operazioni ordinarie sottoposte a condizioni o prescrizioni e 14 piani annuali 5G approvati con prescrizioni. La metodologia di calcolo dell’Osservatorio prevede di conteggiare tutti i dpcm adottati nell’anno di riferimento (2025 in questo caso), mentre quella delle Relazioni annuali si basa sulla data della notifica-inizio procedimento, con la conseguenza di ricomprendere diversi dpcm adottati nei primi mesi del 2026 (11) e di non ricomprendere alcuni dpcm adottati nei primi mesi del 2025 (3), perché già conteggiati nella precedente Relazione. Inoltre, la Relazione non ha considerato i dpcm di modifica di condizioni già precedentemente imposte (2).
Al netto di queste differenze metodologiche, il trend appare chiaro e fotografa un anno particolarmente vivace, con i casi di esercizio che hanno raggiunto o superato, a seconda della metodologia di calcolo adottata, i 40 dpcm, nella cornice di un aumento notevole delle notifiche.
La pubblicazione della Relazione, che conferma la centralità del Golden Power come parte integrante del sistema-paese, così come la pubblicazione del nuovo Regolamento europeo sugli investimenti esteri 2026/1386, che lascia agli Stati una finestra di 18 mesi prima dell’applicazione concreta utile anche per interventi correttivi e di coordinamento delle discipline nazionali, rappresentano l’occasione per rilanciare l’idea, e necessità, di una riforma organica della disciplina, anche alla luce dell’esperienza accumulata, della prassi e delle problematiche emerse. Ebbene, e lo si ribadisce anche qua, non è forse il momento giusto?
Una riforma organica, condivisa, armonica anche rispetto alla cornice europea, adatta ai tempi e nuovi paradigmi, nonché ad un dato di fatto: ormai il Golden Power è uno strumento strutturale, parte integrante del sistema-paese.

